Perché Hollande non farà cassa con i Bordelais
E’ vero il nostro nuovo presidente è conosciuto per essere un amatore di vino e dovrebbe in questo senso essere più vicino ai produttori francesi rispetto al presidente uscente, Sarkozy, astemio. E’ anche vero che la regione di Bordeaux è tradizionalmente propensa a votare a sinistra a parte i proprietari dei Chateau Classé Premier Cru (che rappresentano solo il 3% dell’elettorato però), proprietà di fondi d’investimento, stranieri miliardari (cinesi) e famiglie dell’alta borghesia. Sarà la passione per il vino ad avvicinare i produttori bordelais al socialista François Hollande? Non ne sarei cosi sicura. Fra Négociants, traders e Chateaux classé la risposta ad una politica annunciata di maggior indebitamento (alla “Mitterand”) sarà proprio quella di de-fiscalizzare gli utili.
Di fatto, e dopo una gita di tre giorni in terra bordolese tra St Emilion, Pessac-Leognan, Barsac e Haut Medoc (Margaux, Pauillac e St Estèphe) ho notato in tutti Chateau Classé visitati che tutti senza eccezione stanno mettendo in atto diversi lavori fra cantina, nuove vigne e strutture d’accoglienza. Niente nero e denaro sporco, tutti investimenti tangibili (CAPEX) per ridurre l’imposta d’impresa. La manna arrivata direttamente dei nuovi paesi compratori (Cina) le sta sicuramente aiutando ma il merito rimane comunque quello dell’imprenditore e non del politico. Morale, chi pagherà l’aumento delle tasse per finanziare le larghezze del Sig. Hollande quelli che non possono investire (dipendenti e piccoli produttori) … che probabilmente l’avranno anche votato per evitare di far crescere l’estrema destra. Che brutto matrimonio quello del Sig. Vino e della Sign.ra Demagogia, vero?
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